E’ la classica ricetta tradizionale del pollo ruspante. Che sia “el gal in tecia” oppure “gjal col tocjo” o ancora “gjal in umit” … è sempre la stessa pietanza di origine contadina presente in tutta Italia con moltissime varianti. Una ricetta semplice con ingredienti disponibile per la maggior parte dell’anno nelle aie e negli orti ed una cottura lenta che qui al nord viene fatta sopra la stufa, senza fretta. Questa è la mia ricetta di famiglia, senza rosmarino naturalmente (nei sughi “umidi” non ci sta bene) ed innaffiata con un bel vino rosso perchè con un pollo da cortile ci vuole corpo e forza (ma chi l’ha detto che si mette bianco!) e poi in tavola non deve mancare la polenta, magari servita sul classico tagliere perchè con un sughetto così direi che ci vuole proprio lei per pulire il piatto.

15 gr di foglie di sedano
400 gr di polpa di pomodoro
sale e pepe
Il mio era un pollo di cortile ha cotto per un’ora e mezza, quindi ho dovuto aggiungere acqua calda altre due volte. Quando la carne si bucherà facilmente con una forchetta il pollo è cotto. Togliere con un cucchiaio il grasso in eccesso, poi regolare la sapidità (è necessario farlo se si aggiunge acqua, non serve se si mette il brodo), aggiungere a piacere un po’ di pepe o peperoncino in polvere e servire.

